
ci piace che i colori si perdano in un orgia di fluidi scambi, fino in fondo alle fibre..fino a cambiare aspetto

ci piace che i colori si perdano in un orgia di fluidi scambi, fino in fondo alle fibre..fino a cambiare aspetto

siamo sinceri...sinceri fino in fondo... ci riesci ancora a guardare oltre la fine dell'anno? In fondo al vicolo delle tue pianificazioni? Trentenne che non sei altro...stiamo guidando da mesi dentro una centoventisette senza aria e in piena nebbia... quella parete bianca che ti ruba gli occhi per dispetto... ci pensi ancora ai tuffi? Alle bombe in mare, esplosive, che svuotano e riempiono e svuotano, determinazioni subacquee di incoscienza...pochi attimi di predisposizione al volo e la certezza di arrivare in acque sicure, accoglienti. Vorrei amico mio che il condizionale e il futuro camminassero ancora a braccetto per anni come compari di bevute spensierate... vorrei che l'ansia fosse solo ansia da prestazioni folli e che a vivere si vivesse bene almeno ancora per un altro pezzo in fondo al vicolo.

Non credere al venerdi tredici...

ne conosco un paio che stanno già aspettando...



Insieme alla speranza di un ringiovanimento sui 40, l'età della rinascita, della seconda adolescenza, pervade una strana nebulosa d'aria densa e malsana... l'inconsistenza ci allontana amico mio...giorno dopo giorno... dentro pantofole calde e comode rinunceremo alle nostre conversazioni scomode e infreddolite dall'umidità di una macchina non riscaldata, dalla profondità delle cose, dei suoni e dei sogni. È da un pò di tempo che rimpiango amico mio... la sconfinata bellezza della scomodità



Quello che volevo dirti non me lo ricordo più ma è comunque il caso di allarmarsi.

Pagamento in lire.

Perchè chi vuole arrivare subito, non potrà certo sottovalutare l'inesorabbile conflitto fra aria e forma, per arrivare prima ancora di esserne consapevoli e scivolare schivando l'attrito, adesso prima di ora, perchè il tempo vi è nemico e il panorama non è contemplato. Pendolari consuma suole, strattonatori da sorpasso, creativi corridori salta ostacoli: l'orologio vince sempre.


L'importanza del DITO oggi non è da sottovalutare...non sarà certo un maestro di raffinata eloquenza e neppure un granchè diplomatico nelle relazioni...ma permettetemi di affermare che il DITO produce più della testa, lavora di più e fatica di meno, il DITO se fosse un pò meno intimiDITO e un pò più eruDITO avrebbe si tutte le carte per governare le nostre azioni con arDITO impeto e tangibile concretezza. La Ditocrazia esiste, basta solo averne consapevolezza.

Ricordati di me quando l'età del collocamento arriverà, perchè arriverà anche per te il tempo di fare ordine; noi che siamo il disordine dell'incoscienza per definizione, noi che un posto in questo spazio cosi vasto non lo abbiamo ancora trovato. Ricordati quello che siamo stati amico perso.


È come traslocare, ma molto più faticoso, perchè il peso non sta sulle braccia e la fatica sta nel ricordo. Organizzare, catalogare, classificare... ricordi, ricordi? Questo atteggiamento classista e snob appartiene tutto all'arte del genere umano, a quel "processo meccanicistico di nascita, crescita e morte", ricordi? Siamo tutti dei contenitori di oggetti, e il loro valore si valuta e si svaluta in base al grado di ricordo; è cosi che una scatola di cerini collocata nel contenitore giusto può valere più di una borsa in pelle, di una Lacoste ancora incellofanata e di un intera collezione di palle con la neve. Ricordo ancora quel biglietto, una pagina di quaderno a quadretti, il nostro contratto formalizzato, ricordi? Sta ancora nel contenitore giusto. È il principio di una raccolta differenziata...dovrebbe tenerci pulita e in ordine la coscienza...per questo motivo siamo fatti cosi, amico mio, fanatici collezionisti di cose passate.


Quando mi vedrai, senza un soldo, ridere a squarciagola sui marciapiedi di un'infantile follia, saprai che ho investito tutto il mio denaro in stupore.

bevete gente, bevete.

Vorrei fluttuare su sconfinati biancori di semplice inconsapevolezza, perchè il pensiero non giova all'animo e l'irrequietezza stimola ancor di più il pensiero! Oh se solo sapessi come poter ridere sempre e senza alcun motivo, a scivolare morbido morbido sulle cose, nuvole bianche di inconsistenza.

Ho tutto quello che mio nonno non ha mai avuto, forse per questo sono molto più vecchio di lui.

Perchè forse sarebbe meglio scivolare in libertà sulle cose, adesso ci proverò anch'io a spaccarmi le ossa contro la strada sdrucciolevole della felicità estrema

Natale...

Piove sempre sul tempo passato - temporali temporali, di pioggia nostalgica, come lunghi lacrimoni su ciò che non siamo riusciti a fermare, ad immortalare...e mi ricordo di quando eravamo...al vento impetuosi e ribelli a sfidare il mare

Ieri ho mangiato un uovo, l'uovo è solo.

Di parole e di gravità è fatta la poesia

Dopo la censura delle parole seguirà quella delle emozioni e forse ci ritroveremo in paresi davanti ad una birra calda senza schiuma a ricordare quando si riusciva a ridere per un nonnulla

Senza gel, freschi e a forma di cuscino, inquieti, irrequieti e lieti. Essere giovani a trent'anni.

Il Super Io è superato, il sorpasso è avvenuto, essere normali è meglio fidatevi.

[...con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche...(da Per combattere l'acne - Le luci della centrale elettrica)]

ascolterei "Summer on a solitary beach" sorseggiando un orzata fresca



Le cose lontane sembrano quasi non esistere, basta fare il bagno in zone pulite, accarezzare il proprio gatto e ricordarsi di cambiare l'acqua ai pesci rossi



Trema la mano adesso che non riconosce nemmeno più chi sono.

Guardo me stesso, schiacciato da un'insaziabile forza egocentripeta.

Se fossimo in grado di allenare muscoli e tendini, se fossimo atleti caparbi e costanti, se sotto il mantello sfoderassimo intenti luccicanti, a cavallo di sogni galoppanti verso pensieri di collina alberati e freschi, saremmo liberi dall'ego delle tendenze e semplicemente noi.


Forse basterebbe ritornare a quando la natura ci sussurrava messaggi d'amore e noi, antieroi, piegati ad assaggiare il cielo, auscultavamo il dolce suono di noi stessi.

Dipendenti dall'idea d'indipendenza